"Se ti sposo mi rovino" fino al 21 maggio al Teatro Roma, con Annachiara Mantovani

TEATRO ROMA


 www.ilteatroroma.it 


Riduzioni biglietti per gruppi: 



  Martedi - Mercoledi - Giovedi  h. 21:00

2°Giovedi h. 19:00  - Sabato h.17:00  --  € 14,00 

Venerdi  -  Sabato h. 21:00  - € 17,00  -   Domenica h. 17:30  -  € 20,00
                                              
(Biglietto intero € 22,00)

                              
 Info e prenotazioni: Teatro Roma 06.7850626  
 Orario botteghino: dal martedi al sabato 10>20 orario continuato - domenica 11>13 e 15>20 - lunedi 10>15

Fino al 4 giugno Bimba Landmann è al Museo Bilotti di Roma


Bimba Landmann 
al Museo Bilotti di Roma
21 aprile - 4 giugno 2017

“Illustrare un libro è come aprire una porta ed entrare dentro un mondo. 
Devo immaginare tutto di questo mondo: 
i personaggi, il clima, i colori, l’atmosfera.”

                                                                    Bimba Landmann


Mostra dell'artista Bimba Landmann, illustratrice di libri per l'infanzia. Attraverso le immagini di grande fascino dipinte dall’artista, il progetto espositivo mira a coinvolgere un pubblico molto vasto, con un’attenzione particolare ai più piccoli. Progetto espositivo a cura di Emanuela Mastria.

Una riflessione sotto al temporale: piove qualche parola.


Spazi”, come recita la nostra home, è il "supplemento di Segnalazioni destinato a ospitare informazioni su mostre, concerti e realizzazioni espressive d'ogni genere dei collaboratori e dei lettori" del Blog principale al quale afferisce. A settembre del 2013 chi vi scrive accettò la proposta di occuparsi di queste pagine virtuali. Sembra ieri e sembra venti anni fa. Sono giorni difficili, attraversati da una brezza triste, incessante, rotta da occasionali temporali. 
È forse la prima volta che su questo Blog piovono le parole di chi lo cura, senza che siano dedicate alle informazioni cui è destinato. Informazioni su... cantare, dipingere, scrivere, disegnare, declamare, comporre, ballare, scolpire, acconciare, cucinare, installare, suonare, cucire, recitare, registrare, dirigere… più ci si pensa, più vengono alla mente altri verbi. Un elenco lungo, lunghissimo. All’azione ben precisa che ciascuno di essi descrive, azione che vede coinvolti tanto il corpo quanto la mente, corrisponde un modo per realizzare se stessi. E spesso, per non dire quasi sempre, a ciascuno di essi può corrispondere anche una forma ben precisa di arte, e di certo corrisponde un’espressione di creatività. Massimo Fagioli ci ha insegnato che ciò che li accomuna, tutti, è un processo di realizzazione di esigenze umane. Esigenze frutto della propria (innata, ritrovata, aumentata, riscoperta) creatività, che si traducono in espressione artistica, a un tempo realizzazione di identità e veicolo di rapporto con gli altri, conosciuti e non. Gli altri che leggono, ascoltano, visitano, toccano, annusano, mangiano, osservano, sentono… anche l’elenco dei verbi che descrivono il “ruolo” dei “fruitori” potrebbe allungarsi all’infinito. Perché infinito è il potenziale umano che sottende tanto il fare/dare quanto il goderne/ricevere, e infinite sono le possibili strade, e le possibili modalità all’interno di ciascuna strada: infiniti modi di cantare, scrivere, cucinare, ballare, dipingere, scolpire, riprendere con la cinepresa... Di tutto questo, ce lo potrebbero confermare gli economisti che proprio ai seminari di Massimo Fagioli si sono formati, un paese come l’Italia forse potrebbe vivere. Abbiamo un patrimonio enorme. Arte, cultura, turismo, musica, enogastronomia, letteratura, sono Valori, umani e (persino) economici, che possono raggiungere livelli addirittura difficili da quantificare. Soprattutto in certi ambiti che si sono ritagliati il privilegio di formarsi in modo sano e pulito. Non so se tali ambiti oggi siano maggioritari, ma so che un giorno in ogni caso lo saranno. E il livello medio d’istruzione e cultura, checché se ne dica, in questi decenni è cresciuto, ed è spesso tale che il valore artistico di ciò che si scrive, si compone, si assembla, si crea, è mediamente elevato. Rispetto anche solo a qualche anno fa, capita sempre più spesso di restare stupiti dalla misconosciuta bellezza di un libro di un autore ignoto ai più, di un brano musicale di un artista costretto a esibirsi per strada o a regalare la propria musica a un locale, magari anche blasonato, che al massimo gli restituisce la possibilità di vendere CD dopo il concerto. Oppure capita di osservare quanti eccellenti giovani “chef” impreziosiscono sapori, quanta intelligenza si nasconde nelle installazioni dei designer, quale straordinaria forza delle immagini esplode nella docu-fiction oggi (fortunatamente) così in voga, o comunque in inchieste mirate a cercare l’umano e combattere il disumano.
Mi azzardo a dire che, in Italia, con la sola realizzazione delle “esigenze”, ci si potrebbe vivere, senza che la pur concreta necessità di soddisfare i bisogni (pagare affitto e bollette, in soldoni) possa essere più addotta come la pretestuosa pregiudiziale a riconoscere il valore (anche economico) della creatività. Il famoso e trito "ma di cultura non si campa". La balla del secolo. Perchè di cultura ci si potrebbe campare, eccome. La creatività come mestiere retribuito, non solo per pochi privilegiati, ma per una massa di “cittadini della creatività” - una massa coesa, istruita, attenta, intelligente, sensibile - è un'opzione realistica. Sono convinto che, se davvero si volesse lavorare politicamente in questo senso, sarebbe una strada percorribile e un determinante contributo alla soluzione della fantomatica “crisi” che dicono ci attanagli. Occorrerebbe una serie di misure pratiche, economiche, fiscali, sociali, e servirebbe un nuovo modo di concepire l’economia stessa. Un modo, come i suddetti economisti amici ci insegnano, basato sull’adozione di diversi indicatori di benessere. Indicatori che non si riducano al calcolo materiale della produzione e del profitto. Indicatori che vadano oltre la sfera della mera soddisfazione dei bisogni. Sarebbe bello iniziare a (ri)pagare davvero chi scrive un libro, chi compone una melodia, chi recita su palchi di fortuna; sarebbe bello che quei palchi venissero restaurati, e che i teatri non fossero costretti a scavarsi spazi (appunto) in scantinati privi di misure di sicurezza per poi ritrovarsi i sigilli o una notifica di sfratto esecutivo; sarebbe bello se uno chef avesse l’imbarazzo della scelta nel decidere quale fra le numerose proposte di lavoro accettare, supposto che fra queste non vi fossero il pony express o il benzinaio (con tutto il rispetto, s’intende, per queste categorie pescate a caso come esempi). Sarebbe bello se le case editrici e discografiche, le gallerie d’arte, potessero trasformare il compenso per autrici e autori da lusso in ovvietà. Sarebbe bello restituire valore all’arte, la cultura e la creatività. Perché ne abbiamo tanta da vendere, da viverci. Sarebbe bello vivere in una siffatta “Repubblica delle Esigenze”.
Utopia? Certo. Ci abbiamo organizzato un incontro, sull’Utopia, con qualche amico, una volta. E il senso non troppo nascosto di quell’incontro era che oggi le basi, anche teoriche, per rendere l’Utopia realtà, o avvicinarsi tanto, davvero tanto, alla sua concreta realizzazione, esistono. Le ha definite Massimo Fagioli, a partire dalla Teoria della Nascita Umana.
Penso che sia stato per questo che accettai, e con gioia, di gestire “Spazi”. Se quell’Utopia ancora non c’è, là fuori, bisogna lavorare, tutti, nella direzione che a essa porta. Anche se il risultato andrà a esclusivo beneficio dei nostri posteri. Come un medico, che di fronte al malato, per quanto grave, non si arrende mai. Perseguire l'inutile in quanto Umano.
Fra queste pagine vi sarà sempre albergo per chi questa direzione la segue, o la insegue. Pagine dove si resta convinti, sulla necessaria e ineludibile scia delle scoperte di Massimo, che siamo nati per questo. Per continuare ogni volta a (ri)nascere, per ricreare quell’evento, ciascuno con la sua particolare espressività. Un’espressività e una creatività che qui, nel nostro piccolissimo piccolo, continueremo a ospitare, promuovere, proteggere, valorizzare.
Forse anche questa è la nostra, piccola, maniera di realizzarci. Creare e consolidare rapporti è anch’essa una forma di creatività.
Spazi è sempre pronto, mandateci le vostre opere, le vostre date, i vostri eventi.
Noi siamo qui.

La redazione.

È uscito in formato e-book il romanzo breve "La Repubblica dei Sogni"


Ritorna l’Universo Insonne di Ferro Sette, Falsi Dei e Mondi senza Tempo: la Repubblica dei Dormienti deve fronteggiare una nuova minaccia.

La giovane Repubblica creata dai Dormienti ribelli corre un grave pericolo. Grazie a cinici doppiogiochisti al soldo della tirannide, l’epidemia causata dai nanobi parassiti del Sonno si diffonde in fretta, mentre Tobruk e Hobbes sono lontani anni luce, in missione sulla Terra. Per isolare un antidoto, i mezzi della scienza sembrano insufficienti. Stavolta toccherà alle donne e ai bambini di Haddaiko trovare il bandolo della matassa. Solo chi è ancora capace di sognare potrà salvarsi. Una nuova, avvincente storia, ambientata nell’Universo Insonne creato da Francesco Troccoli.


Per acquisto: qui.

francescotroccoli.it 

È uscito "On the Foundations of Happiness in Economics: Reinterpreting Tibor Scitovsky", di Maurizio Pugno


La crescita economica ha aumentato straordinariamente la disponibilità dei beni di mercato per soddisfare il nostro bisogno di comfort, ma allo stesso tempo ha posto grandi sfide per la nostra vita familiare, lavorativa e personale. Saremo poi in grado di imparare le competenze necessarie per far fronte a queste sfide e trarre pieno godimento dalla crescita economica? Il libro di Maurizio Pugno affronta questo problema a partire dalle intuizioni di Tibor Scitovsky (Budapest 1910 – Stanford 2002), per approdare ad una teoria del ‘benessere umano’. In questo percorso viene sviluppata l’idea di Amartya Sen sulla centralità delle capacità umane attraverso modifiche al tradizionale approccio economico della scelta. La base empirica è prevalentemente fornita dai recenti studi di Economia della Felicità, nonché dagli studi sperimentali di Economia Comportamentale, e dai recentissimi sviluppi nella Economia del Capitale Umano. Ma forse l’aspetto più originale è l’integrazione con importanti concetti di psicologia, come motivazione, realizzazione delle proprie potenzialità, attaccamento sociale sicuro.

Leggi la scheda completa di presentazione dell'opera: QUI.

Per acquisto: sito dell'editore 
Per un estratto gratuito e l'edizione e-book: Amazon

È uscito "One more Cup of Coffee" di Stefano Frollano


L'artista, in occasione del 75° compleanno di Bob Dylan (24 maggio), esce con una personalissima ed elegante reinterpretazione di One More Cup Of Coffee (Valley Below), storico brano del 1975, titolo anche dell'EP in uscita per l'etichetta Terre Sommerse proprio il 24 maggio.


Questa nuova pubblicazione, centrata sull’omaggio al grande cantautore statunitense, ripresenta al pubblico anche tre brani di Frollano estratti dal suo secondo lavoro discografico, Sense of You che aveva raccolto un vasto consenso di critica qualche anno fa: The Dance, in versione radio edit con la partecipazione della cantante attrice Paola Casella, e gli straordinari interventi strumentali al piano di James Raymond e alla chitarra elettrica di Jeff Pevar. I due musicisti di caratura mondiale, che vantano prestigiose collaborazioni (CSN, Joe Cocker, Ray Charles, Marc Cohn e altri) impreziosiscono non solo Chagall's Song, brano trasmesso per una stagione intera sulle frequenze di Isoradio, ma lasciano un segno caratteristico sulla cover di Dylan, sapientemente arrangiata da Frollano in stretta collaborazione con gli Strada Aperta (storica band del Venditti degli anni d'oro), Marco Vannozzi alla produzione e Rodolfo Lamorgese alle percussioni. Il tutto, ingentilito dalle magiche armonie vocali di Gabriella Paravati e Francesca Mora, collaboratrici in studio e dal vivo con l'artista. L'EP si conclude con un brano rarefatto, "Memory Of Your Love", dove il basso  e il flicorno, suonato da un altro grande musicista italiano, Franco Piana, confermano la poliedrica scrittura di Frollano.

Il comunicato stampa è QUI.


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