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Il 22° Far East Film Festival va in streaming dal 24 aprile

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E SE A TOKYO SPARISSE L’ELETTRICITÀ? 
IL PIÙ GRANDE BLACK OUT DELLA STORIA 
RACCONTATO IN UNA COMMEDIA 
ESILARANTE E DIVERSAMENTE DISTOPICA!

Nel giorno in cui si sarebbe dovuto aprire il FAR EAST FILM 22,
venerdì 24 aprile, ecco il titolo che ha inaugurato il festival di
Udine nel 2017:
 SURVIVAL FAMILY di Yaguchi Shinobu, 
in prima visione assoluta su MYMOVIES alle 21.00

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Chi ha spento la luce? Non l’ha spenta nessuno e non è saltato il salvavita. No, non si tratta neppure di un guasto momentaneo: l’elettricità ha proprio smesso di esistere. Così. Di colpo. E la famiglia Suzuki, adesso, deve imparare molto in fretta l’arte della sopravvivenza: affrontare un black out planetario non è un gioco da ragazzi…

Si apre qui, in un mondo improvvisamente interrotto, l’irresistibile road movie giapponese Survival Family, ed è un’apertura fortemente simbolica: non solo per la situazione che stiamo vivendo, con il mondo che si è interrotto davvero, ma anche per un affascinante gioco di simmetrie. La bella commedia di Yaguchi Shinobu è stata infatti lo starting gun del Far East Film Festival 19, nel 2017, e verrà ora trasmessa in prima visione assoluta online venerdì 24 aprile, giorno in cui si sarebbero dovuti accendere i riflettori dell’edizione 2020. E l’edizione 2020, cioè il FEFF 22, si svolgerà… “live” dal 26 giugno al 4 luglio

Questa Opening Night virtuale, attesissima dal popolo dei Fareasters, è ovviamente fissata su MYmovies nell’ambito di #IORESTOACASA, la campagna di streaming gratuito lanciata con enorme successo un mese fa, e Survival Family è (per adesso) l’ultimo titolo della sezione asiatica www.mymovies.it/iorestoacasa/feff, curata appunto dal FEFF - Far East Film Festival di Udine in collaborazione con Tucker Film e CG Entertainment.

Se la nostra normalità quotidiana si è bloccata come quella dei Suzuki in Survival Family, con un black out sociale-sanitario che ha inghiottito tutto e tutti, il cinema non smette di rappresentare una delle migliori oasi di resistenza: ogni singolo film produce il giusto quantitativo di energia per riguadagnare un minimo di luce, perché il cinema è cultura e la cultura, mai come oggi, è uno dei pochissimi antidoti al buio.   

Ricordiamo che, per assistere gratuitamente online alle visioni collettive dei film, sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet o device all’indirizzo www.mymovies.it/iorestoacasa, selezionare i titoli e prenotare uno dei 25.000 posti disponibili nelle sale web. La piattaforma MYMOVIESLIVE simula fedelmente la visione di un film al cinema, i posti assegnati sono limitati e numerati e gli streaming iniziano a un orario prestabilito. È possibile vedere gli altri spettatori in sala, fare amicizia e conversare in chat.

"GOLPE CAPITALE" all'Apollo 11 di Roma il 2 settembre


presenta   
lunedì 2 settembre ore 21.00

Spazio Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a(angolo via Conte Verde) - Roma


  

 
Italia, 2018, 109 min.

  
introduzione musicale al film con
LE NUOVE TRIBÙ ZULU

e al termine della proiezione
 
il registaFRANCESCO CORDIO

 
incontrerà il pubblico
Roma, 30 ottobre 2015, il sindaco Ignazio Marino, viene costretto alle dimissioni dai consiglieri del suo stesso partito, che si dimettono in massa con un atto privato davanti ad un notaio. Quali sono le cause di un atto così grave? Cosa viene contestato a Marino? Fino ad oggi nessuna risposta. I 19 consiglieri del Partito Democratico fino all'ultimo si rifiutano di sfiduciare il proprio Sindaco con la trasparenza di un voto nell'aula consiliare, impedendo così qualsiasi dibattito sulle motivazioni reali della loro decisione, impedendo agli elettori di essere informati sulle cause della loro contestazione, tradendo gli stessi principi della democrazia che sono preposti a difendere. "Roma: Golpe Capitale" racconta, senza censure, le ostilità che il sindaco Marino ha trovato, i rapporti di forza, la pressione delle influenze dietro le quinte. Il film ripercorre gli avvenimenti che hanno portato al "sogno spezzato" di una nuova stagione del governo di Roma, svelando alcuni retroscena inediti. Una storia che ha appassionato i media di tutto il mondo, in un crescendo di attenzione verso le sorti della capitale d'Italia.

Regia: Francesco Cordio - Interpreti: Ignazio Marino, Federica Angeli, Giancarlo Caselli, Giovanni Caudo, Francesca Danese, Loredana Granieri, Francesco Luna, Massimiliano Tonelli, Roberto Tricarico, Lila Yawn - Soggetto e Ssceneggiatura: Francesco Cordio, Leonardo Angelini - Musiche: Arturo Annecchino, Nuove Tribù Zulù, Flippermusic - Montaggio: Giulio Tiberti - Fotografia: Mario Pantoni - Produzione: Own Air - Produttore: Alfredo Borrelli, Lorenzo Borrelli.

Guarda il trailer

Il 19 dicembre, a Roma, la prima di "O paìs do futebol", il nuovo film di Dario Acocella



È il 12 di giugno a Sanpaolo, una sfarzosa cerimonia di apertura inaugura, in un paese trepidante per l’attesa, l’apertura ufficiale dei mondiali di calcio 2014. Oltre tre milioni di biglietti venduti, cinque miliardi di dollari spesi per la ristrutturazione e costruzione dei nuovi stadi e delle infrastrutture, e oltre sessanta milioni di presenze. Una piccola radio distorta trasmette la cerimonia mentre Eron, leader delle proteste contro la FIFA e la coppa del mondo, lavora come ogni giorno nel suo laboratorio. Vitor e Darlan, due bambini di una favela di Rio de Janeiro giocano con un aquilone sulla terrazza della loro comunità che affaccia sullo stadio Maracanà, mentre, sullo sfondo, migliaia di maglie colorate si avviano verso gli spalti. Geremia è appena atterrato a Rio dall’Italia, in quella città deve chiudere un conto con il passato per potersi godere in pace la tanto attesa finale del tredici luglio. Le vite di questi personaggi si incroceranno per un caso fortuito, mentre, sullo sfondo, il grande evento planetario va in scena.

Leggi anche l'articolo su LEFT online, QUI 


19 dicembre
ore 21.00
Angelo Mai
Viale delle Terme di Caracalla, 55a Roma




*Ingresso con tessera ARCI acquistabile in loco*

"Female Touch", Le donne pensano il cinema, l'11 dicembre la serata finale con il film "L'avventura".

 


Via Orazio Coclite 5, Roma
Mobile +39 347 6459 675
www.bluedesk.it




Leggi il comunicato 
stampa QUI.



Qui a destra: la 
segnalazione su Left del 12.11.16
(clicca sull'immagine per ingrandire

Qui un articolo su La Repubblica Roma  

È in sala "La vita è facile a occhi chiusi", vincitore di 6 premi Goya





Roma: Cinema Farnese, Fiamma, Tibur

Firenze: Cinema Stensen

(elenco completo Italia: qui)




Spagna, 1966, in pieno regime franchista.
Un professore che usa le canzoni dei Beatles per insegnare l’inglese ai suoi alunni viene a sapere che John Lennon si trova in Almeria (Andalusia) per girare da attore il film “Come ho vinto la guerra”.
Deciso a conoscerlo, intraprende un viaggio in macchina verso il Sud, e lungo il percorso offre un passaggio a un sedicenne scappato di casa e una ragazza che pure sembra fuggita da qualcosa. 
Tra i tre nascerà un’amicizia indimenticabile.





Informazioni complete: QUI

Guarda anche il servizio di Paolo Mereghetti: QUI




È in sala "Much Loved" di Nabil Ayouch



Dopo Taxi Teheran, Valerio De Paolis con la sua nuova distribuzione “Cinema” porta in sala dall’8 ottobre un nuovo film che sfida le censure: “MUCH LOVED” del regista marocchino Nabil Ayouch presentato con successo a Cannes alla Quinzaine.
Le autorità marocchine che lo hanno vietato, ritengono che il film offenda gravemente
i valori morali e la donna marocchina oltre che l’immagine del paese. L’autore oggi vive sotto scorta e gli attori hanno subito minacce. In Francia Il mondo del cinema, dai fratelli Dardenne a Costa Gavras, si è sollevato per lanciare un appello di solidarietà. 


L'elenco delle sale è su FB, QUI.

 

Leggi il comunicato stampa QUI.

"Il cinema libero di Ken Loach", fino all'8 marzo.


"Grazie per aver scelto di mostrare alcuni miei lavori. 
La sfida per il cinema è la stessa da sempre: illuminare il buio con un messaggio forte, raccontando storie coinvolgenti.
Il cinema italiano ci riuscì magnificamente già cinquant'anni fa. Riusciamo a farlo ancora oggi?
La mia solidarietà a chi, in Italia, continua a lottare per la giustizia sociale e un futuro migliore."

Ken Loach - Londra, Febbraio 2015


Dal 5 all'8 Marzo arriva alla Casa del Cinema una rassegna dedicata al regista inglese organizzata dall'associazione culturale Blue Desk. 
Uomo dichiaratamente di sinistra, Ken Loach ha sempre portato nei suoi film la lotta dell'uomo come riscatto nei confronti di una società che non corrisponde alle esigenze degli esseri umani.
Tra i titoli il capolavoro del 1971 Family Life, alcuni film del periodo a cavallo tra gli anni 90 e 2000 (tra cui la Palma D'oro Il vento che accarezza l'erba) ed il recente documentario The Spirit of '45.
La rassegna si dipanerà in quattro giorni, con proiezioni alle 20 e alle 22. Ogni giorno alle 19.30 un ospite introdurrà la serata.
Aprirà Valerio De Paolis, storico fondatore della Bim che dagli anni 80 porta il cinema di Loach in italia.
A cura di Alessandra Grimaldi e Floriana Pinto.

Ingresso gratuito

  Il programma in dettaglio: QUI

Un articolo su La Repubblica: QUI.

   Su Facebook: QUI

Venerdì 23 maggio, alle 21.15 su RAI 5, il documentario "Ho fatto una barca di soldi" di Dario Acocella.



Dopo il successo al Festival del Cinema di Roma
il film di Dario Acocella approda in TV.  

Un viaggio lungo un giorno, ventiquattro ore con l’artista Fausto Delle Chiaie, ironico dissacratore, pioniere della Street Art e fondatore del Manifesto Infrazionista. Un uomo dallo sguardo acceso, barba folta e che, alla soglia dei suoi settanta anni, ha un unica missione davanti a sé: far conoscere l’arte contemporanea a tutti quelli che mai metteranno piede in un museo.
Dopo un lungo peregrinare all’estero, Fausto, si stabilisce a Roma, un carrello della spesa è il suo Atelier e Piazza Augusto Imperatore il suo spazio espositivo. Qui, da oltre quarant’anni affina la sua arte più raffinata: massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva. Un viaggio che mescola l’uomo all’artista e l’artista all’uomo.


Guarda il Booktrailer QUI.

Leggi anche la recensione di S. Maggiorelli su LEFT, qui.



Anche oggi 10 novembre "Ho fatto una barca di soldi", il film documentario di D. Acocella, al Festival del Cinema di Roma.




Leggi anche la recensione di S. Maggiorelli su LEFT, qui.

Link al sito per acquisto dei biglietti del Festival: QUI



Un viaggio lungo un giorno, ventiquattro ore con l’artista Fausto Delle Chiaie, ironico dissacratore, pioniere della Street Art e fondatore del Manifesto Infrazionista. Un uomo dallo sguardo acceso, barba folta e che, alla soglia dei suoi settanta anni, ha un unica missione davanti a sé: far conoscere l’arte contemporanea a tutti quelli che mai metteranno piede in un museo.
Dopo un lungo peregrinare all’estero, Fausto, si stabilisce a Roma, un carrello della spesa è il suo Atelier e Piazza Augusto Imperatore il suo spazio espositivo. Qui, da oltre quarant’anni affina la sua arte più raffinata: massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva.
Un viaggio che mescola l’uomo all’artista e l’artista all’uomo.



“Ho fatto una barca di soldi” è il titolo di un opera di Fausto Delle Chiaie, una barchetta costruita con la stagnola piuttosto che con della plastilina, e riempita al suo interno con monete da pochi centesimi. Le prime volte che mi fermai a parlare con Fausto, avevo la sensazione che il tempo si fermasse e il mondo esterno scomparisse all’istante; mentre lui con lo sguardo si preoccupava di capire se avessi dato il giusto peso al titolo e alla sua opera, controllava che non gli rubassero la scatola delle offerte. Esporre per strada significa esporsi anche a certi rischi mi diceva sorridendo; e quello che mi ha colpito di più da subito, mentre la gente ci passava accanto divorata da difficoltà, crisi economiche e sociali, è stata la sua serenità, il suo sentirsi appagato solo grazie all’esprimere quotidianamente le sue esigenze creative.
Fausto non lo aspetta nessuno, lui non aspetta nessuno, non ha regole e non ha leggi da rispettare. Eppure ha sempre scelto lui di stare all’esterno, e quello che io continuavo a non capire era il senso di tutto questo viaggio quotidiano. Si perché Fausto abita ad un’ora e mezza di treno dalla capitale, ed ogni mattina ed ogni sera affronta le distanze senza paura. La risposta è semplice: ricerca.
Quando gli ho chiesto perché aveva deliberatamente scelto di stare lontano dagli spazi espositivi convenzionali, mi ha risposto che le sue opere non c’entrano nei musei, ma non per questioni di spazio, ma per una questione di senso. Folgorato dal suo sguardo sul mondo, ho deciso così di intraprendere un viaggio che scavasse nella radice più profonda dell’essere artisti, nel genoma della creatività più pura e spontanea, dove ovviamente, il rapporto con il pubblico, è indispensabile.
Mosso dalla volontà di abbattere l’archetipo dell’artista pazzo e solitario, avevo la necessità di capire più a fondo quale fosse il segreto della sua felicità, e se questa nascondesse codici universalmente validi per chiunque altro.